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Agentic e sovereign AI: l’intelligenza artificiale raggiunge la maturità
Dhiraj Bajaj
CIO, Asia Fixed Income and Equities
Ashley Chung
Portfolio Manager
Wee Jia Low
Portfolio Manager
Faye Gao
Portfolio Manager
punti chiave.
Ci aspettiamo che il 2026 segni l’inizio dell’era degli agenti AI autonomi, capaci di svolgere mansioni in precedenza ricoperti da lavoratori umani, in numerosi settori e industrie
Parallelamente, l’AI sta diventando un elemento centrale delle politiche governative, poiché i Paesi cercano di tutelare la sovranità tecnologica, la competitività economica e la stabilità sociale.
Nel contesto delle azioni asiatiche, analizziamo le implicazioni per gli investitori, con particolare attenzione alle aziende che stanno integrando l’AI con maggiore successo e ai trend futuri nello sviluppo dell’infrastruttura e delle applicazioni dell’AI.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale procede a una velocità senza precedenti: mentre i grandi cambiamenti strutturali del passato richiedevano decenni per affermarsi, la rivoluzione dell’AI sta ridisegnando economie e modelli di business nel giro di pochi anni.
Questa nuova fase di crescita accelerata sarà guidata da due cambiamenti di paradigma:
l’emergere dell’agentic AI,
e la crescente importanza della sovereign AI.
La loro evoluzione parallela avrà impatti profondi sulle imprese e sulla società. Quali sono dunque le implicazioni per gli investitori? La nostra strategia Asia High Conviction esamina come posizionarsi lungo l’intera catena del valore dell’AI, dalle innovazioni fondamentali fino alle applicazioni con un chiaro obiettivo di monetizzazione.
Agentic e sovereign AI: l’intelligenza artificiale raggiunge la maturità
Leggi il nostro white paper per approfondire i cambiamenti strutturali guidati da agentic e sovereign AI e scopri cosa significano per gli investitori in azioni asiatiche. (in inglese)
Un balzo da giganti: dall’AI generativa all’agentic AI
Finora, l’AI generativa ha svolto principalmente il ruolo di strumento di produttività a supporto dei lavoratori umani. Tuttavia, con l’evoluzione della tecnologia, questa avrà sempre più la capacità di sostituirli in molte attività.
Gli agenti AI rappresentano un nuovo paradigma software. Ci aspettiamo che il 2026 segni l’inizio dell’era dell’“agentic AI”, caratterizzata da quattro attributi fondamentali: interazione, connessione, apprendimento e autonomia. La capacità degli agenti AI di ragionare e agire li renderà in grado di svolgere interi ruoli precedentemente ricoperti da lavoratori umani, in quasi tutti i settori e industrie.
Nonostante una diffusione non omogenea dell’AI, i progressi sono molto rapidi. Gli utenti riportano risultati solidi e ritorni positivi sugli investimenti nelle implementazioni di AI più efficaci; tuttavia, permangono sfide legate a affidabilità, esecuzione e precisione. Le aziende che hanno integrato pienamente l’AI generativa — arricchita da memoria e capacità di apprendimento — nei flussi di lavoro ad alto valore stanno già registrando benefici finanziari concreti.
L’agentic AI sta acquisendo la capacità di pianificare e riflettere. Il suo sviluppo e la sua implementazione procedono gradualmente, passando dalla semplice automazione fino a un’ipotetica intelligenza artificiale generale (AGI). Gli agenti AI si collocano attualmente intorno alla soglia di Livello 3 (Figura 1), dimostrando capacità di pianificazione, progressione e adattamento — competenze che amplieranno in modo significativo l’insieme dei casi d’uso possibili.
La monetizzazione dell’AI è ora in fase avanzata. Dopo aver generato ingenti investimenti in capitale (capex), l’AI deve dimostrare rendimenti sostenibili per giustificare ulteriori cicli di investimento. La tecnologia si sta rapidamente trasformando in un vero e proprio ecosistema commerciale: secondo Morgan Stanley, l’AI generativa genererà un ROI positivo entro il 2027 e ricavi superiori a 1.000 miliardi di dollari nel 2028.
L’intelligenza artificiale come imperativo politico: l’ascesa della Sovereing AI
L’impatto economico e sociale dell’IA è destinato a essere profondamente trasformativo.Il cosiddetto “San Francisco Consensus”, condiviso da numerosi leader del settore tecnologico, sostiene che l’IA modificherà in modo radicale ogni dimensione dell’attività umana, ridefinendo produttività, modelli occupazionali e driver di competitività. Le posizioni più ambiziose prevedono che questo cambio di paradigma possa materializzarsi già entro tre sei anni, con potenziali rischi di disoccupazione e tensioni sociali qualora la transizione non venga gestita con adeguate politiche.
Parallelamente, la sovranità nell’ambito dell’IA sta emergendo come un imperativo strategico. Ridurre la dipendenza da tecnologie statunitensi o cinesi — evitando, di fatto, una sorta di “tassa sull’IA” — diventerà cruciale. Ancora più in profondità, i governi interpreteranno il controllo sulle tecnologie di IA come un elemento essenziale per tutelare gli interessi nazionali e affrontare le implicazioni economiche e sociali derivanti dalla loro adozione. A ciò si aggiunge la crescente esigenza di rappresentatività e inclusività, che rafforzerà ulteriormente il focus sull’IA sovrana.
L’espansione dell’adozione dell’IA porrà sfide politiche rilevanti. Oggi circa un quarto delle professioni risulta già influenzato dall’IA; secondo le stime di Morgan Stanley, questa quota potrebbe raggiungere il 44% entro tre anni. Tale rapidità di trasformazione richiede risposte politiche tempestive e determinate, con investimenti significativi non solo nelle infrastrutture digitali, ma anche nello sviluppo dei talenti e nella costruzione di ecosistemi innovativi in grado di sostenere la competitività nel lungo periodo.
Più ampio e più profondo: implicazioni per gli investimenti
Dal punto di vista degli investimenti, l’IA agentica e l’IA sovrana rappresentano al tempo stesso un’opportunità e una fonte di rischio, tanto a livello aziendale quanto a livello Paese.
Le imprese devono passare dall’adozione alla piena integrazione. Riteniamo chela prossima accelerazione arriverà dalle aziende capaci di evolvere da una semplice adozione su piccola scala a un’integrazione profonda dell’IA nei propri processi core. I large language model (LLM) non costituiscono più un vantaggio competitivo di lungo periodo; la differenziazione dipende sempre più da dataset proprietari, prodotti realmente attrattivi e un’integrazione efficace nei flussi di lavoro. I probabili vincitori saranno le aziende in grado di trasformare i modelli in prodotti “sticky” ovvero con forte capacità di trattenere l’utente, caratterizzati da economie difendibili e scalabili.
Lo sviluppo delle infrastrutture per l’IA è entrato in un ciclo virtuoso. Il crescente ritorno sull’investimento (ROI) suggerisce che gli investimenti infrastrutturali continueranno, pur con una certa ciclicità. Parallelamente, la commercializzazione dell’IA fisica — dalla robotica alla guida autonoma — apre nuove direttrici di crescita e diversificazione.
L’Asia svolge un ruolo cruciale all’interno della catena del valore dell’IA. Oltre alla sua posizione dominante nella produzione globale di chip, la regione è parte integrante delle infrastrutture che consentono l’implementazione su larga scala. La nostra strategia Asia High Conviction nel comparto azionario è posizionata lungo l’intera catena del valore dell’IA, dall’infrastruttura alle applicazioni, permettendoci di generare valore sia dalle tecnologie fondamentali sia dalla generazione di ricavi.
La tecnologia asiatica – inclusa l’IA e il superciclo tecnologico – rappresenta un tema centrale all’interno dei nostri portafogli Asia High Conviction ed Emerging Market High Conviction. Le nostre strategie d’investimento mirano a un’esposizione ad alta convinzione su asset scalabili e dotati di solide caratteristiche difensive, caratterizzati da una chiara valorizzazione economica e da una forte rilevanza strategica. Privilegiamo le aziende orientate al consumatore che utilizzano l’IA per accelerare la distribuzione e la crescita, insieme ai principali abilitatori dell’ecosistema IA che ne facilitano l’adozione in ogni fase, dall’innovazione originaria al suo impiego da parte degli utenti finali.
L’IA agentica e quella sovrana rappresentano un punto di svolta strutturale, segnando il passaggio dalla fase sperimentale a una piena integrazione nei processi economici e operativi, con ricadute evidenti su produttività, competitività e allocazione del capitale. A nostro avviso, gli investitori che sapranno posizionarsi nelle componenti più solide e difendibili della catena del valore dell’IA – in particolare laddove l’innovazione si traduce in flussi di utili sostenibili – saranno quelli meglio posizionati per beneficiare della prossima fase di rendimento
visualizza le fonti.
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1 LOIM, sema4.ai ‘The five levels of agentic automation’. For illustrative purposes only.
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Il presente documento è una Comunicazione di marketing destinata esclusivamente a investitori professionali.
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