Per ora il 2026 continua a mettere alla prova due delle convinzioni più forti degli investitori: che l’aumento degli investimenti in AI avrebbe innescato una correzione di mercato e che lo shock petrolifero avrebbe portato alla stagflazione. Finora, nessuno dei due scenari si è materializzato. Al contrario, le pressioni inflazionistiche hanno smesso di accelerare, mentre la crescita si è rafforzata e i primi segnali suggeriscono che la leadership di mercato si stia ampliando oltre il settore tecnologico.
I tassi a lungo termine più elevati restano un rischio importante, con implicazioni sia per i governi che per le valutazioni di mercato, mentre l’IA si conferma il principale motore della crescita degli utili. Tuttavia, se i benefici degli investimenti in IA inizieranno a sostenere gli utili in modo più diffuso, come sembrano suggerire gli attuali prezzi di mercato, le valutazioni potrebbero espandersi in modo più equilibrato tra i vari settori nella seconda metà dell’anno.
Il quadro economico ha quindi mosso un altro passo verso uno scenario Goldilocks: crescita più forte, pressioni inflazionistiche meno diffuse e primi segnali di una leadership di mercato più ampia. Il vincolo principale è ora il costo del capitale. Con i mercati obbligazionari tornati a competere con quelli azionari, le opportunità d’investimento risultano più interessanti, ma anche più selettive.
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Fattori di supporto al momentum dei mercati
Le persistenti interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno portato gli investitori a mantenere una visione orientata alla stagflazione. Tuttavia, l’aumento del prezzo del petrolio dell’80% dall’inizio dell’anno è stato compensato da due fattori rilevanti: una crescita salariale più contenuta e una produttività più elevata, quest’ultima in parte collegata all’IA. Inoltre, fattori come il calo dei tassi delle banche centrali dell’anno scorso hanno sostenuto la crescita, inizialmente negli Stati Uniti e oggi in misura più globale (esclusa la Cina), come mostra la figura 1.
Nel complesso, la quota di dati globali che segnala un aumento delle pressioni inflazionistiche è diminuita del 12% (figura 1). Giappone, Svizzera e Regno Unito restano eccezioni, con aumenti rispettivamente del 3%, 5% e 5%, mantenendo viva la preoccupazione per la stagflazione. Ma i dati suggeriscono sempre più uno scenario Goldilocks, che sostiene il momentum dei mercati.
FIG. 1 – Variazione della percentuale di dati favorevoli alla crescita e dell’ampiezza delle pressioni inflazionistiche da dicembre 20251
L’IA dovrebbe sostenere una crescita più ampia in futuro
Trainati dall’IA, gli utili del settore tecnologico globale sono aumentati di circa il 45% da gennaio 2025, superando la crescita di circa il 15% registrata dai settori industriali e dei consumi globali (figura 2). Tuttavia, gli indicatori di trend indicano che il momentum dei prezzi degli indici non tecnologici è attualmente più forte rispetto a quello degli indici legati alla tecnologia. Ciò significa che i benefici dell’IA iniziano a diffondersi ad altri comparti, a partire dall’industria.
La stagione degli utili del terzo trimestre dovrà confermare questa dinamica dei prezzi. L’interrogativo principale non è più se l’IA possa continuare a generare crescita degli utili, ma se i suoi impatti in termini di produttività e investimenti comincino a sostenere i profitti negli altri settori. Riteniamo che sia così.
FIG. 2 – Crescita degli utili e indicatori di trend per gli indici tecnologici e non2
Rivalutazione del profilo rischio - rendimento globale
Come evidenziato più volte, i rendimenti a lungo termine sono saliti su base generalizzata. Questa dinamica non è stata causata dall’inflazione, ma dalla normalizzazione dei tassi reali e, sempre più, dalla ricostituzione dei premi a termine (figura 3). Le emissioni di obbligazioni societarie e governative stanno aumentando la quantità di capitale che i mercati obbligazionari devono assorbire.
Il carry obbligazionario è aumentato al punto che la frontiera efficiente è oggi quasi piatta: asset con livelli di rischio molto diversi (azioni e obbligazioni) offrono rendimenti attesi sostanzialmente simili (figura 3). Questo rafforza l’interesse degli investitori di lungo periodo nel fissare i rendimenti disponibili attraverso la duration nei mercati obbligazionari in dollari e in euro e crea le condizioni per performance più elevate e più equilibrate nei portafogli diversificati.
FIG. 3 – Dinamiche di rischio-rendimento e rendimenti dei Treasury USA a 10 anni3
Il nostro posizionamento per le diverse strategie4
Il miglioramento della crescita economica, il solido slancio e i primi segnali di un ampliamento della crescita e degli utili al di fuori del settore tecnologico supportano una visione costruttiva del mercato. I nostri team d’investimento monitorano l’esposizione ai settori ciclici e il potenziale rischio legato ai tassi di interesse. Al contempo, rendimenti reali più elevati e il rinnovato confronto tra azioni e obbligazioni rendono necessaria una maggior selettività rispetto alle fasi precedenti del ciclo economico.
Multi-asset: l’esposizione al mercato rimane stabile intorno al 165%. Il posizionamento resta bilanciato, con un leggero sovrappeso azionario di circa il 3% nei mandati che fanno riferimento a un benchmark. Il nostro team All Roads mantiene una visione positiva sugli asset ciclici, mentre le valutazioni delle società legate all’IA, l’inflazione e la volatilità dei tassi si confermano i principali fattori di rischio.
Obbligazioni: il nostro team Global Fixed Income è passato da un sottopeso a un orientamento neutrale sui titoli governativi, mantenendo un sovrappeso sul debito dei mercati emergenti in valuta forte. Continua a preferire i tassi dell’eurozona e del Regno Unito rispetto a quelli in dollari e i Treasury indicizzati all’inflazione (TIPS) rispetto a quelli nominali. L’esposizione al credito investment grade (IG) e high yield (HY) è neutrale, con una preferenza per l’high yield statunitense rispetto a quello europeo. La strategia detiene posizioni in fallen angel e settore immobiliare europeo, mentre l’esposizione agli hyperscaler tecnologici non supera quella del mercato. Il nostro team Asia Fixed Income mantiene un posizionamento positivo sulla duration e sul credito, con una preferenza per l’high yield asiatico, che mostra potenziale di compressione degli spread e un interessante margine rispetto a quello statunitense in termini di spread. I fattori tecnici solidi, il miglioramento dei fondamentali e il rafforzamento dei profili di credito con tassi di default quasi a zero continuano a sostenere l’asset class.
Obbligazioni convertibili: il nostro team Global Convertible Bonds mantiene una posizione positiva sugli Stati Uniti, ma neutrale su Europa e Cina, con un’esposizione selettiva all’IA in Giappone e Asia. Le aree di interesse comprendono semiconduttori, hardware e infrastrutture IA, transizione energetica, calcolo ad alte prestazioni, software IA e cybersecurity, a fronte di un orientamento negativo su auto, alimentari e bevande e consumi cinesi.
Azioni: la robusta crescita degli utili per azione del 2026 e il miglioramento del quadro geopolitico sostengono il rialzo azionario. Il nostro team Global Equities è positivo sulla tecnologia negli Stati Uniti e in Asia (in particolare Giappone, Corea e Cina), neutrale sugli industriali e di sottopeso sui consumi discrezionali e di prima necessità europei. Il team Sustainable Equities mantiene un’esposizione ai titoli di qualità legati all’IA, diversificando attraverso società industriali e software con modelli di business resilienti all’IA. Rimane inoltre esposto in modo netto ai consumi discrezionali rispetto a quelli di prima necessità, con preferenza per consumi e piattaforme digitali, e ha rafforzato l’esposizione alle principali banche regionali. Il team Asia Equities rimane pienamente investito con un’ampia diversificazione settoriale e privilegia la tecnologia e le piattaforme tecnologiche a immobiliare e utility, in particolare in Cina e Corea, oltre a rafforzare l’esposizione alle società finanziarie con prospettive di crescita di lungo periodo. Infine, il nostro team Swiss Equities è pienamente investito e sovrappesa sanità, industriali e tecnologia, mentre sottopesa servizi di comunicazione, consumi discrezionali, finanziari, immobiliare e utility.
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