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    Plastica: inquinamento, politiche e potenzialità d’investimento

    Plastica: inquinamento, politiche e potenzialità d’investimento
    Christopher Kaminker, PhD - Group Head of Sustainable Investment Research, Strategy & Stewardship

    Christopher Kaminker, PhD

    Group Head of Sustainable Investment Research, Strategy & Stewardship
    Thomas Höhne-Sparborth, PhD - Head of Sustainability Research

    Thomas Höhne-Sparborth, PhD

    Head of Sustainability Research
    Michael Urban, PhD - Deputy Head of Sustainability Research

    Michael Urban, PhD

    Deputy Head of Sustainability Research

    Messaggi principali

    • Ogni giorno, usiamo la plastica per le nostre esigenze, ma l’inquinamento e i modesti tassi di riciclaggio stanno danneggiando gli ecosistemi. 
    • La crescente consapevolezza da parte della popolazione sta alla base delle politiche pubbliche destinate a ridurre l’utilizzo della plastica. È mancata tuttavia una forte incentivazione dei processi innovativi finalizzati alla riduzione e al riciclaggio.
    • Gli sforzi intrapresi per ridurre i rifiuti di plastica, promuovere la bioeconomia circolare e guidare la transizione verso lo zero netto sono collegati tra loro e creano opportunità per gli investitori sostenibili.  

     

    Dati concreti e insidie

    Negli ultimi dieci anni il mondo ha prodotto più plastica di quanta ne abbia prodotta nel secolo precedente.1

    È vero che la plastica è versatile e utile, ma il suo utilizzo in grandi quantità per i prodotti monouso – dalle buste della spesa alle bottiglie d’acqua fino alle cannucce – rappresenta da decenni un problema globale. Dato che soltanto il 9% della plastica viene riciclata e che milioni di tonnellate finiscono negli oceani1 o nelle discariche, corriamo il rischio di danneggiare gli ecosistemi in modo irreversibile.

    Non può inoltre essere ignorata la stretta correlazione tra plastica e cambiamento climatico. Qualle della plastica è la quinta industria al mondo per livello di emissioni, dopo quella del ferrom dell’acciaio, del cemento e delle grandi aziende chimiche.2

     

    Parte di un’economia sostenibile?

    La consapevolezza del problema sta tuttavia favorendo un cambiamento positivo. Dal 2000 sono state definite in tutto il mondo ben 28 politiche pubbliche per ridurre l’inquinamento causato dalla plastica, privilegiando interventi tesi a bandire l’uso della plastica piuttosto che a ricompensare gli approcci innovativi di riduzione e riciclaggio, un percorso inesplorato per autorità e attività economiche.

    Siamo del parere che l’economia globale si stia muovendo verso un modello circolare, snello, inclusivo e pulito – detto CLIC™ (Circular, Lean, Inclusive and Clean) – basato su politiche e regolamentazioni, domanda dei consumatori, innovazioni tecnologiche e forze di mercato. Lo “zero waste”, che rappresenta una delle otto principali sfide di sostenibilità, riguarda direttamente i problemi legati al nostro attuale utilizzo della plastica e il potenziale di ridurne fortemente l’impatto.

     

    Plastica e investimenti sostenibili 

    Il modo in cui utilizziamo la plastica adesso condizionerà il resto della nostra vita e quella delle generazioni future. Il presente rapporto offre una visione a lungo termine delle politiche relative alla plastica, dell’inquinamento e delle potenzialità d’investimento:

    • orientamento delle politiche globali
    • ripercussioni su bioeconomia e clima
    • opportunità commerciali per incrementare la circolarità: un approccio di tipo upstream sul fronte della produzione e di tipo downstream sul fronte dei consumi, del riciclaggio e della gestione dei rifiuti.

    Riteniamo che un futuro più sostenibile per la plastica abbia il potenziale di creare interessanti opportunità d’investimento. Per coglierle è fondamentale comprendere i cambiamenti in atto e le eventuali conseguenze.

     

    Per saperne di più scaricare il nostro rapporto cliccando sull’apposito pulsante.

     

     

    Fonti

    [1] Plastic Pollution Facts | PlasticOceans.org/the-facts

    [2] “Green steel”: the race to clean up one of the world’s dirtiest industries | Financial Times

     
     

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