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Il nuovo premio: materie prime per la tecnologia pulita

Il nuovo premio: materie prime per la tecnologia pulita
Paul Udall - Portfolio Manager, Global Equities

Paul Udall

Portfolio Manager, Global Equities
Peter Burke-Smith - Junior Portfolio Manager

Peter Burke-Smith

Junior Portfolio Manager

Messaggi importanti

  • Mentre il mondo riduce la propria dipendenza dai combustibili fossili, agli investitori interessati agli investimenti in ambito climatico si presenta un’opportunità trascurata nelle materie prime fondamentali per la tecnologia pulita
  • La domanda di minerali come il litio crescerà con la maggiore diffusione dei veicoli elettrici e la costruzione di infrastrutture eoliche e solari 
  • Assicurare una fornitura adeguata di tali materie prime rappresenterà una sfida chiave durante la transizione climatica

 

Perché le materie prime sono fondamentali per la transizione climatica 

I potenziali investitori nella strategia Climate Transition di LOIM chiedono spesso perché investiamo in società di materie prime alla luce della loro elevata impronta di carbonio. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che forniscono materie prime necessarie per l’elettrificazione dell’economia globale e riducono la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

Le tecnologie pulite dipendono profondamente dai minerali e la strategia Climate Transition valuta l’intera filiera per aumentare i rendimenti corretti per il rischio e massimizzare l’impatto.

Sull’arco dei prossimi trent’anni, i veicoli elettrici saranno presumibilmente la forma predominante di trasporto privato, andando a sostituire i veicoli alimentati dal motore a combustione. I minerali sono fondamentali anche per la costituzione di infrastrutture di distribuzione e sistemi di stoccaggio necessari per la transizione all’energia solare ed eolica.

I nuovi attori dell’economia globale – quali le società operanti nell’ambito dell’energia pulita e i costruttori di veicoli elettrici – dovrebbero beneficiare di tale cambiamento e sono, naturalmente, inclusi nella nostra strategia. Tuttavia, individuiamo un’opportunità trascurata in questi materiali che alimentano la tecnologia pulita.

 

Domanda enorme di minerali

L’espressione “fornitura di combustibile” resta fondamentale per un futuro a emissioni nette pari a zero, anche se la transizione sta trasformando la natura del combustibile. Le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) riportate nella figura 1 illustrano la fortissima dipendenza della tecnologia pulita dai minerali. I veicoli elettrici richiedono circa 6 volte l'apporto di minerali rispetto ai veicoli tradizionali, mentre un parco eolico offshore richiede 13 volte l’apporto di minerali rispetto a una centrale elettrica alimentata a gas di dimensioni analoghe.

 

Figura 1. Passaggio a un sistema energetico ad alta intensità di minerali

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Fonte: AIE

 

Quali minerali saranno altamente ricercati? Entro il 2040, si prevede una crescita della domanda di materiali per batterie come il litio di 40 volte rispetto al 2020.1La domanda di rame potrebbe crescere del 600% circa entro il 2030, anche se lo spettro delle previsioni è ampio.2 

L’acciaio sostenibile è un altro settore da noi apprezzato, sulla base del fatto che l’acciaio rappresenta il 20% circa dei costi di produzione di una turbina eolica. Concentriamo la nostra attenzione sulla tecnologia dei forni ad arco elettrico, la cui impronta di carbonio è 10 volte più bassa rispetto alla produzione di acciaio mediante altoforno (alimentato a carbone). Monitoriamo attentamente anche gli sviluppi nell’ambito della tecnologia dell’acciaio alimentata a idrogeno.

 

Prospettive difficili per l’offerta 

L’aumento della domanda sembra affrontare un quadro complesso sul fronte dell’offerta. Produrre maggiori quantità di rame richiede tempo: l’ampliamento delle miniere esistenti richiede circa tre anni e un progetto in un sito vergine (greenfield) ne richiede otto.

Alla luce dell’outlook attuale sulla produzione di rame, litio e cobalto (figura 2), emerge un deficit sostanziale, secondo lo Scenario di sviluppo sostenibile dell’AIE.

 

Figura 2. Produzione mineraria impegnata e domanda primaria di alcuni minerali selezionati

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Fonte: AIE

 

A nostro avviso, la dinamica tra domanda e offerta favorisce fortemente la performance strutturale delle azioni minerarie, ma siamo consapevoli del fatto che il settore presenta un andamento molto ciclico a livello intrinseco e un track record negativo in termini di ripartizione del capitale. Concentriamo pertanto la nostra attenzione sulla definizione della dimensione corretta delle nostre allocazioni; tuttavia, con una forte generazione di cassa e multipli molto allettanti rispetto alle società pure play di tecnologia pulita, i materiali cruciali sono, a nostro avviso, un’area chiave di investimento per i portafogli climatici.

 

Il ruolo dell’engagement

L’estrazione mineraria è un settore in cui è difficile ridurre le emissioni e la decarbonizzazione è un’area chiave per l’engagement. Abbiamo avuto discussioni positive con le società minerarie e le abbiamo incoraggiate ad affrontare le carenze ravvisate nelle loro strategie per il conseguimento dello zero netto. In questo settore, l’area che presenta le maggiori debolezze riguarda le riduzioni delle emissioni di Scope 3, ove gli obiettivi (laddove esistono) sono alle spalle di quelli definiti per gli Scope 1 e Scope 2. Sproniamo le società ad affrontare questo tema seriamente, concentrando l’attenzione sulle partnership con i concorrenti, aderendo alle associazioni di settore e mettendo in atto iniziative che contribuiranno efficacemente al conseguimento delle riduzioni delle emissioni di Scope 3.

Ad esempio, le nostre discussioni con una grande società mineraria ci hanno consentito di scoprire che la società ha sviluppato ciò che ha chiamato il più grande autocarro da miniera del mondo alimentato a idrogeno – più potente di quelli alimentati a diesel. Siamo incoraggiati da queste tipologie di soluzioni interessanti e ci impegneremo per ottenerne altre.

A livello manageriale, continuiamo a essere convinti che una composizione adeguata del consiglio direttivo (incluse le competenze rilevanti in materia di transizione climatica) e politiche di remunerazione a livello dirigenziale (compresa una componente retributiva variabile in ambito climatico) siano cruciali per tali sforzi.

La transizione climatica dipende in modo vitale dal fatto che le società realizzino i loro obiettivi di decarbonizzazione, motivo per cui l’engagement è così fondamentale per la gestione efficace di un portafoglio climatico.

 

Evitare i risultati negativi 

Di certo, la tecnologia pulita non è priva di costi ambientali propri. Fra gli effetti collaterali dell’estrazione del litio vi sono, ad esempio, la perdita di acqua e biodiversità, suolo contaminato e rifiuti tossici.3 Gli scienziati hanno manifestato preoccupazioni in merito al potenziale danno agli oceani, in quanto la corsa alle materie prime sprona l’interesse in termini di estrazione mineraria in acque profonde

Di pari passo con la crescita della domanda di tali minerali, anche gli sforzi verso l’adozione di tutele e l’esecuzione di test che non arrecano danni, i cosiddetti test DNSH (Do no significant harm), dovrebbero moltiplicarsi onde evitare di danneggiare le comunità locali e la natura. 

Anche un maggiore investimento nel riciclo e nello sviluppo dell’economia circolare aiuterà, in tale contesto, sia a contenere il danno ambientale sia a mantenere forniture adeguate.

 

Fonti.

[1] AIE.

[2] Goldman Sachs Research.

[3] The side effects of lithium mining | Wellcome Collection.

 
 

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