L’evoluzione dei trend di offerta per il credito asiatico

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L’evoluzione dei trend di offerta per il credito asiatico

Dhiraj Bajaj - Head of Asia Fixed Income

Dhiraj Bajaj

Head of Asia Fixed Income

L’evoluzione dei trend di offerta per il credito asiatico denominato in USD potrebbe rappresentare una serie di opportunità per gli investitori.

Si prevede che la nuova offerta netta di credito corporate asiatico diminuisca quest’anno, mentre l’ampia fetta di offerta derivante da mutuatari high yield evidenzia un cambiamento. Ci aspettiamo una maggiore diversificazione dell’offerta, all’aumentare dell’emissione high yield asiatica, che si prevede essere particolarmente significativa per i titoli high yield non cinesi. Le posizioni accomodanti in materia di politica monetaria sia negli Stati Uniti che in Cina dovrebbero secondo noi sostenere nel complesso il credito, nel contesto di un allontanamento dalla vasta offerta netta di credito investment grade degli ultimi anni.

 

High yield in primo piano al diminuire dell’offerta lorda 

L’emissione lorda di obbligazioni corporate da parte di mutuatari asiatici (a esclusione di Giappone e Australia) era pari a circa 109 miliardi di USD da gennaio ad aprile 20191. Si trattava di una crescita inferiore al trend, soprattutto poiché l’emissione risulta generalmente sostenuta nei primi mesi dell’anno.

Ad esempio, considerando l’intero anno, l’emissione lorda del 2017 e 2018 era pari, rispettivamente, a 228 e 293 miliardi di USD.  Prevediamo un calo significativo dell’emissione lorda per quest’anno, rispetto al 2017, che di per sé rappresentava un anno record. Inoltre, secondo noi, nel 2019 verrà rimborsato un gran numero di obbligazioni esistenti, con una restituzione del capitale agli investitori. In questo contesto, prevediamo che la nuova offerta netta di emissioni passi da 100 milioni di USD annualizzati (negli ultimi cinque anni) a probabilmente meno di 50 milioni di USD nel 2019.

Una parte consistente dell’emissione del credito asiatico, che da inizio anno ha interessato il 46% circa dell’offerta, riguardava il segmento high yield. Riteniamo che questo dato rispecchi due trend: innanzitutto la comparsa quest’anno dell’offerta high yield che non poteva essere emessa nel 2018 (a causa di mercati del credito deboli sia a livello globale che dei paesi emergenti); inoltre, l’emissione investment grade asiatica mostra un trend di offerta contenuto.

Ci aspettiamo che l’emissione asiatica da parte di mutuatari investment grade rimanga con molta probabilità sottotono, provocando una contrazione degli spread investment grade. L’offerta investment grade asiatica ha deluso quest’anno ed è probabile che rimanga contenuta, per diverse ragioni:

  • la presenza di un’ottima liquidità nei mercati nazionali asiatici onshore.
  • una leva finanziaria modesta maturata da imprese statali e società di asset management cinesi.
  • la presenza di un numero minore di fusioni e acquisizioni, nonché piani di crescita, finanziati dal debito.
  • una maggiore coordinazione dell’emissione da parte di società indonesiane, ad esempio l’intera emissione da parte di imprese statali è ora coordinata a livello governativo.

 

Diversificazione del mix di mutuatari

Allo stesso tempo, ci aspettiamo una maggiore diversificazione dell’offerta da parte di mutuatari high yield asiatici, con una robusta emissione da parte di futuri mutuatari non cinesi nel segmento high yield. La nuova emissione high yield non cinese è risultata modesta nel 2018, a causa della volatilità del mercato emergente asiatico, in particolare per quanto riguarda l’India e l’Indonesia.

Le società indonesiane stanno approfittando delle migliori condizioni di mercato per capitalizzare su profili di scadenza a lungo termine e procedere a rifinanziamenti, un trend che dovrebbe continuare dopo il risultato positivo delle elezioni di aprile, quando il presidente Joko Widodo è stato riconfermato per un ulteriore mandato quinquennale.

All’inizio dell’anno la Reserve Bank of India ha allentato le regole che permettono alle società indiane di sfruttare i mercati USD offshore, una decisione che ha portato alla comparsa sul mercato delle offerte di debutto di diverse società. La crisi della liquidità verificatasi l’anno scorso nell’ambito dello shadow banking continua a spingere diverse società finanziarie del segmento parabancario e high yield a sfruttare i mercati USD globali nel 2019: per alcune di esse si tratta delle prime emissioni.

L’energia rinnovabile è un settore in rapida crescita in India, sostenuto da un robusto quadro di pratiche top-down. Con l’allentamento delle politiche da parte della Reserve Bank of India, le imprese sono propense a raccogliere finanziamenti denominati in USD per la prossima fase di crescita e i requisiti di Capex. 

L’energia rinnovabile è un settore in rapida crescita in India e le imprese sono propense a raccogliere finanziamenti denominati in USD per la prossima fase di crescita e i requisiti di Capex 

D’altro canto, diverse società high yield cinesi, e in particolare le imprese immobiliari, nel 2019 sono finalmente riuscite a concretizzare considerevoli operazioni obbligazionarie onshore in renminbi, con mutuatari quali China Fortune Land e Evergrande2 (che aveva effettuato le ultime emissioni onshore nel 2016), alleviando in tal modo l’offerta high yield cinese denominata in USD per l’anno corrente.

L’evoluzione della dinamica di offerta dovrebbe essere ulteriormente alimentata da due fattori chiave positivi per il 2019-2020: la Federal Reserve statunitense divenuta più accomodante e la distensione della politica monetaria cinese. Un’offerta limitata di credito di qualità superiore e operazioni più diversificate in questo contesto macro positivo hanno rappresentato negli ultimi anni un cambiamento notevole. In precedenza, era presente un’offerta netta elevata, poiché la Fed aveva ridotto le dimensioni dello stato patrimoniale e aumentato i tassi di interesse nove volte, mentre i mercati emergenti erano costretti a inasprire la propria politica monetaria interna.

I mercati sembrano ora allontanarsi dalla vasta offerta netta di credito investment grade degli ultimi quattro o cinque anni, dirigendosi invece, nel 2019, verso un’offerta netta investment grade contenuta. Inoltre, la composizione dei mutuatari high yield si sta modificando per la prima volta, agevolando una maggiore emissione non cinese, un’altra novità rispetto agli ultimi anni.

 

Le implicazioni negli investimenti 

Per quanto riguarda il credito investment grade asiatico, raccomandiamo di aumentare l’esposizione a rapporti tra spread e duration più elevati, privilegiando una duration maggiore e uno spread più alto in titoli investment grade, poiché generalmente un’offerta investment grade inferiore in un contesto macro positivo comporta una compressione dello spread nel medio termine3. Detto questo, prevediamo che questo trend continui in modo più graduale d’ora in avanti.

Dal nostro punto di vista, un aumento dell’esposizione al credito high yield non cinese è una scelta ragionevole. L’India, in particolare, potrebbe fornire diverse opportunità, poiché il paese ha osservato una scarsità di emissioni high yield di buona qualità negli ultimi anni.

Consigliamo di aumentare la diversificazione in nuovi settori, quali le fonti di energia rinnovabile e altri prodotti industriali e servizi, riducendo o limitando l’esposizione high yield ai promotori immobiliari.

Riteniamo che gli investitori saranno finalmente in grado di integrare una diversificazione significativa a partire da nuove offerte di operazioni, soprattutto in India (dove si prevedono oltre 15 operazioni) e nel Sud-Est asiatico. Tali offerte potrebbero essere particolarmente adatte a investitori che non hanno problemi ad allontanarsi da indici di credito asiatici focalizzati sulla capitalizzazione azionaria, dove la Cina rappresenta il 50% circa della ponderazione.

 

fonti.

1 Fonte: Bloomberg, LOIM.
2 Qualsiasi riferimento a una società o un titolo specifici non rappresenta una raccomandazione ad acquistare, vendere, o investire direttamente nel titolo o nella società. Non si deve presupporre che le raccomandazioni effettuate in futuro saranno redditizie o pari alla performance dei titoli discussi nel presente documento. Gli studi di caso forniti nel presente documento sono solo a scopo illustrativo e non pretendono di essere una raccomandazione per gli investimenti. 
3 La performance passata non è una garanzia di risultati futuri.
 

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