Rischi fisici nel settore finanziario

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Rischi fisici nel settore finanziario

Laura Garcia Velez - Quantitative Analyst

Laura Garcia Velez

Quantitative Analyst
Christopher Kaminker, PhD - Group Head of Sustainable Investment Research, Strategy & Stewardship

Christopher Kaminker, PhD

Group Head of Sustainable Investment Research, Strategy & Stewardship

Le attuali manifestazioni del cambiamento climatico, tra cui la gravissima stagione di uragani e incendi che sta flagellando gli Stati Uniti, hanno messo in evidenza quanto sia importante e urgente comprendere i rischi fisici e valutarne gli impatti e le opportunità per il settore finanziario.

I modelli climatici confermano l’importanza di queste valutazioni: secondo le attuali proiezioni sulle emissioni, i rischi legati agli eventi atmosferici diventeranno sempre più intensi e frequenti. E proprio per il carattere mutevole di questi rischi è fondamentale analizzare i modelli aziendali presenti e futuri e quantificare gli impatti in termini finanziari. Gli investimenti possono promuovere l’adattamento e generare rendimenti migliorando la resilienza e la capacità di scongiurare i danni legati ai fenomeni di cui sopra.

Si pensi ad esempio che il 90% delle aree urbane sorge su litorali costieri: tutti questi centri saranno sempre più esposti ai danni provocati dagli uragani e dall’innalzamento del livello del mare. Si stima che entro il 2050 i costi per le città costiere supereranno 1 trilione di USD l’anno se i governi non rafforzeranno le ambizioni della politica climatica1. Come soluzione si potrebbe aumentare la resilienza delle infrastrutture costiere al cambiamento climatico: i costi iniziali potrebbero incrementare di circa il 3%, ma il rapporto costi-benefici sarebbe di circa 1:4, come confermano la Banca Mondiale e altri istituti di ricerca2.

In base alle politiche vigenti, entro la fine del secolo il costo del cambiamento climatico potrebbe raggiungere un valore attuale netto (NPV) di USD 550 trilioni, e anche ipotizzando un aumento di temperatura di 1,5 gradi i costi potrebbero ancora balzare a USD 54 trilioni.

 

I costi legati ai cambiamenti climatici saliranno alle stelle e potrebbero penalizzare la crescita economica

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Fonte: analisi LOIM in base a dati Watson e Le Quéré (2018); Aon Benfield (2019). A soli fini illustrativi.

Il Network for Greening the Financial System (NGFS) ha pubblicato nel settembre 2020 un documento tecnico che evidenzia l'importanza per le istituzioni finanziarie di valutare accuratamente i rischi climatici e ambientali a cui sono esposte. Il rapporto sostiene che sottovalutare questi rischi porta a un'eccessiva allocazione di risorse finanziarie a settori inquinanti o ad alto contenuto di carbonio, che non solo aggrava l'inquinamento e il cambiamento climatico, ma minaccia anche i bilanci delle istituzioni finanziarie e la stabilità finanziaria. I rischi fisici possono derivare dall'impatto di eventi climatici estremi (come l'esacerbarsi di eventi meteorologici estremi), dall'innalzamento del livello del mare, dalla perdita di servizi ecosistemici (ad esempio desertificazione, carenza di acqua, degrado della qualità del suolo o dell'ecologia marina), nonché da incidenti ambientali (ad esempio, gravi perdite chimiche o fuoriuscite di petrolio nell'aria, nel suolo e nell'acqua/oceano). L'NGFS sostiene che è fondamentale utilizzare strumenti e metodologie accurate (come l'Analisi del Rischio Ambientale o ERA) per misurare l'esposizione ambientale e climatica analizzando sia i rischi fisici che i rischi di transizione.

Noi di Lombard Odier, riteniamo che analizzare in prospettiva futura l’esposizione di una società ai danni legati al cambiamento climatico, con tecniche di judgemental analysis e un’analisi approfondita dei rischi fisici, ci possa aiutare a individuare i settori, le industrie e le aziende destinate a sovraperformare quando gli effetti fisici dei cambiamenti climatici si intensificheranno, e a evitare quelle esposte al rischio di attività irrecuperabili (c.d. “stranded asset”) perché incapaci di affrontare la transizione.

Gli investimenti possono promuovere l’adattamento e generare rendimenti migliorando la resilienza e la capacità di scongiurare i danni legati ai fenomeni di cui sopra

Valutazione dei rischi - La stagione degli uragani nell’Atlantico 2020

Le tecnologie di osservazione della terra (Eargh Observation, EO) e le scienze della geoinformazione (Geographic Information Science, GIS) sono un settore in rapida crescita e ci permettono di monitorare e analizzare i cambiamenti su scala planetaria con frequenza giornaliera.

Grazie a queste tecnologie, i modelli climatici vengono migliorati con la capacità di prevedere i rischi legati agli agenti atmosferici su diverse linee temporali. Ad esempio, nel mese di maggio 2020 la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha pubblicato un rapporto secondo cui la stagione degli uragani nell’Atlantico aveva il 60% di probabilità di risultare superiore alla norma3. Questo perché erano state rilevate temperature di superfici marine più calde della media e venti più deboli.

Quando viene lanciato un allarme uragano, diverse agenzie meteorologiche forniscono dati sul relativo addensamento e sulla prevedibile traiettoria, come mostra l’immagine qui di seguito generata il 27 settembre per l’Uragano Laura. Si possono rilevare dati satellitari e traiettorie stimate in media ogni 10 minuti. Sensori a infrarossi posti a bordo dei satelliti ci permettono di rilevare e “vedere” le temperature delle tempeste, giorno e notte. Oltre alle temperature sono indicate le velocità dei venti, il che consente di prevedere i potenziali danni economici in base alla località e a quanto persone e infrastrutture sono preparate ad affrontare l’uragano. 

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Fonte: NASA (GOES-East), National Hurricane Center (NOAA), più i colori sono caldi, maggiori sono le temperature e i venti ad essi associati. 

 

Questi dati ci permettono di valutare il rischio fisico che incombe su specifiche aziende ubicate lungo la traiettoria dell’uragano, utilizzando relational databases che contengono informazioni sulla localizzazione degli asset. Combiniamo questa analisi dell'esposizione con l'analisi bottom up dei nostri team di investimento sulla preparazione di un'azienda ad affrontare questi rischi.

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Fonte: National Hurricane Center (NOAA), vari fornitori di dati

 

Questo esempio illustra il concetto di “finanza spaziale”, ossia l'integrazione di dati e analisi geospaziali nella teoria e pratica finanziaria. Com’era stato previsto, la stagione in corso ha segnato molti nuovi record: ad esempio venti tempeste nell’arco di tre mesi contro una media storica di dodici in sei mesi4.

La finanza spaziale è uno strumento fondamentale per valutare questo genere di rischi quasi in tempo reale, ma anche per analizzare gli effetti dei danni legati al clima e valutare quanto gli attuali modelli aziendali siano preparati per affrontare queste sfide in un’ottica di più lungo termine.

 

Conclusione 

Il Comparto LOIM Climate Transition si propone il duplice obiettivo di individuare le aziende in grado di sovraperformare in un mondo vincolato alle emissioni di carbonio e quelle capaci di creare valore in un mondo in cui i danni da carbonio sono sempre più evidenti. Grazie a un esame approfondito del rischio fisico, intendiamo aggiungere un ulteriore livello di analisi ai nostri processi di investimento e persino alla costruzione del portafoglio. Stiamo costruendo sistemi per monitorare e segnalare ai nostri team di investimento i pericoli legati al clima e altri rischi fisici e ci stiamo concentrando anche su quelle aziende in grado di aumentare la resilienza, monitorare il rischio e gestire l'impatto. Si tratta di società focalizzate su soluzioni infrastrutturali per aiutare le città ad adattarsi all'innalzamento del livello del mare e i fornitori di tecnologia dei sistemi di allarme rapido.

 

fonti.

1 C40 (2019). Why Cities? Accessibile all’indirizzo https://www.c40.org/why_cities
2 Global Commission on Adaptation (2019). Adapt Now : A Global Call for Leadership on Climate Resilience. Accessibile all’indirizzo https://cdn.gca.org/assets/2019-09/GlobalCommission_Report_FINAL.pdf. I risultati effettivi dipendono da molti fattori, come crescita economica e domanda, il contesto di politica monetaria e fiscale, le capacità istituzionali e le condizioni delle infrastrutture. Inoltre, questi investimenti non contemplano tutti gli aspetti da affrontare in un determinato settore (ad esempio, nel segmento agricolo l’adattamento non potrà limitarsi all’aridocoltura) e non considerano la totalità dei settori (sono esclusi ad es. sanità, istruzione e industria).

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