Come integrare fattori ESG nei portafogli passivi

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Come integrare fattori ESG nei portafogli passivi

A tu per tu con Charles Morel

 

La sostenibilità è sempre più importante e rappresenta una problematica che probabilmente definirà i mercati negli anni a venire. Di conseguenza, si tratta di un concetto che secondo noi va integrato nell’intero portafoglio in modo olistico, anche per quanto riguarda le strategie a gestione passiva.

In questa sessione di domande e risposte, il Responsabile delle vendite istituzionali per la Svizzera, Charles Morel, spiega come possiamo migliorare la sostenibilità di un portafoglio passivo, grazie al nostro approccio a basso tracking error.

 

Perché adesso è il momento giusto per introdurre una soluzione dal basso tracking error nel mercato svizzero?

Dal nostro punto di vista, uno dei motivi principali è rappresentato dalla sempre maggiore pressione sugli erogatori di pensioni, affinché migliorino l’aspetto sostenibile dei loro prodotti, in particolare per quanto riguarda la diminuzione dell’intensità di carbonio dei portafogli e la riduzione di rischi non finanziari. Una coscienza sociale più in sintonia con la sostenibilità, sempre più riflessa nell’agenda politica, sta spingendo gli erogatori ad agire in questa prospettiva. La pressione va di pari passo con la maggiore consapevolezza che un non agire potrebbe costringere le autorità a intervenire con nuove normative. 

La pressione che spinge ad agire per limitare il cambiamento climatico non è una novità. Nel 2015 si è tenuta in Francia la Conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico, COP21, il cui accordo è stato ratificato dalla Svizzera, a indicare un impegno a livello nazionale per ridurre l’intensità di carbonio. I flussi finanziari rientrano chiaramente all’interno della COP21 (Art. 2) e proprio in riferimento a questo impegno le autorità svizzere hanno introdotto un sondaggio diretto ai principali gestori patrimoniali e ai piani pensionistici svizzeri, in quanto grandi investitori o investitori istituzionali della Confederazione, al fine di misurare l’impatto di carbonio dei portafogli.

Questa sensazione di urgenza ha raggiunto nuovi livelli l’anno scorso, quando l’Associazione svizzera per i fondi pensionistici (ASIP) ha definito la sostenibilità parte integrante dell’obbligo fiduciario dei membri dei consigli di amministrazione per fondi pensionistici svizzeri. Questi ultimi devono infatti conoscere il tipo di rischio insito nel portafoglio: finanziario, non finanziario o ambientale. Cresce l’attenzione alla sostenibilità, ma molti dei rischi ad essa associati non vengono ancora presi sufficientemente in considerazione dal settore.

In passato, a eccezione di considerazioni specifiche sui rischi, non erano molte le ragioni che giustificavano la necessità di conoscere il tipo di rischio ambientale o non finanziario assunto dagli erogatori di pensioni. La maggior parte dei piani pensionistici svizzeri viene investita tramite approcci passivi, in termini di investimenti core, e ora che sia l’opinione pubblica che i regolatori stanno mettendo in risalto le problematiche legate all’intensità di carbonio e i rischi non finanziari e ambientali, è aumentata la domanda per veicoli compatibili dal basso tracking error.

Ecco perché abbiamo ritenuto che fosse il momento adatto per pensare a un’alternativa e possiamo ora offrire una soluzione che secondo noi è ben differenziata.

 

Com’è integrata la sostenibilità nella strategia Swiss Tracker+ ESG?

Sono tre le fasi di questo processo. La prima si concentra sulle società che devono essere escluse a priori, che rappresentano una piccola parte del benchmark, poiché si tratta esclusivamente di produttori di armi controverse. Sono esclusi dall’universo di investimento i titoli di società attive nella produzione di armi controverse incompatibili con la legislazione svizzera o in contraddizione con i trattati internazionali ratificati dalla Svizzera.

Una volta tenuto conto delle esclusioni, identifichiamo le società nel restante universo che sono coinvolte in scandali o attività controverse. Si assumono posizioni sottopesate per queste società e lo stesso avviene per i titoli delle società i cui valori patrimoniali sono a rischio a causa di modifiche nelle normative ambientali. Questi ultimi titoli vengono chiamati “stranded asset”.  

Le restanti società sono classificate secondo il punteggio ESG-CAR e di intensità di carbonio. Il nostro approccio esclusivo ESG (Environment, Social, Governance: fattori ambientali, sociali e di governance)/CAR (Consciousness, Action, Results: coscienza, azione, risultati) vuole distinguere tra società dai grandi proclami in termini di impegno per l’ambiente e società che invece possono dimostrare di avere ottenuto dei risultati a partire da azioni intraprese. La prima fase dell’approccio valuta il classico punteggio ESG, esaminando le singole componenti ambientali, sociali e di governance. La seconda fase valuta le componenti CAR interne. Quando esaminiamo l’insieme delle performance ESG e CAR diamo una maggiore importanza al criterio CAR “Risultato” che è inoltre preponderante per il punteggio finale di sostenibilità. Il fattore decisivo della strategia Swiss Tracker+ ESG è rappresentato dalla media tra il punteggio ESG-CAR e il punteggio per l’intensità di carbonio. In questo modo evidenziamo l’aspetto ambientale, poiché un terzo della ponderazione deriva per il 50% dall’intensità di carbonio e per il 50% dalla componente ambientale “E” del punteggio ESG.

Le società dai punteggi migliori vengono sovrappesate e le società dai punteggi peggiori vengono sottopesate. Il nostro approccio privilegia le imprese che ottengono risultati concreti in termini di sostenibilità e non si nascondono solo dietro a slogan ecologici accattivanti. Le dimensioni delle sotto o sovraponderazioni rientrano nei limiti di tracking error imposti dalla strategia.

 

Che genere di tracking error viene creato tramite questo approccio? 

Sulla base del punteggio ESG-CAR, i titoli di società al di sotto della media sono gradualmente sottopesati, fino a raggiungere una deviazione massima dello 0,15% per le azioni e lo 0,30% per le obbligazioni. I titoli di società con un punteggio maggiore rispetto alla media vengono sovrappesati fino a un massimo dello 0,15% e 0,30% rispettivamente, per azioni e obbligazioni.  

I nostri test retrospettivi mostrano una stretta correlazione con il benchmark nel precedente periodo decennale. Il nostro obiettivo è un tracking error di un massimo di 50 punti base, ex ante.

 

Qual è l’effetto di questo approccio sul portafoglio?

Questo approccio è molto efficace in termini di riduzione del rischio, senza modificare sostanzialmente il profilo di investimento rispetto all’indice di riferimento. Attraverso questo processo possiamo diminuire significativamente l’esposizione alle società più controverse, mentre la nostra attenzione alle emissioni di CO2 ha diminuito l’intensità di carbonio del portafoglio di oltre un terzo. Infine, abbiamo osservato una drastica riduzione anche della nostra esposizione agli stranded asset, i titoli a rischio a causa di modifiche delle normative ambientali.

Per aumentare la consapevolezza e la trasparenza, abbiamo integrato l’esposizione relativa agli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) nelle schede informative dei fondi. Gli SDG stanno diventando un quadro di riferimento sempre più conosciuto dalle società che vogliono affrontare le problematiche legate alla sostenibilità e il portafoglio proposto potrebbe migliorare il punteggio SDG per tutti i 17 obiettivi.

In sintesi, grazie a questo approccio alla riproduzione dell’indice, gli investitori possono ridurre significativamente l’esposizione a rischi ambientali e non finanziari di breve e lungo termine, senza compromettere il rendimento del benchmark o modificarne il profilo di rischio. 

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